Tutto il mondo chiede “C'è ancora una stagione di imitazione?” I dati rivelano la verità: i progetti VC stanno rallentando.

Ieri sera, i vecchi giocatori si sono radunati per seguire la diretta di CZ, e il feed dei commenti era univoco: “C'è ancora una stagione di imitazione?”

Più si chiede, più la verità emerge: ci sono pochi credenti nella grande stagione di imitazione, e i dati di mercato confermano questo giudizio.

Progetti VC: le storie non possono più essere raccontate, i fondi votano con i piedi.

Negli ultimi due anni, i progetti si sono facilmente finanziati grazie a pacchetti di “investimenti di lusso” e “lead da istituzioni di alto livello”.

Oggi, ascoltando storie simili, la maggior parte delle persone chiede solo: “Su cosa ci si guadagna?” Il mercato freddo si riflette direttamente nei dati di finanziamento: nel 2025, il numero di investimenti VC in criptovalute è crollato del 60% rispetto all'anno precedente, passando da oltre 2900 nel 2024 a 1200; anche se il totale è leggermente aumentato, i fondi si concentrano su aziende mature, mentre il finanziamento dei progetti precoci è in difficoltà.

Senza modelli di profitto concreti, tutto si basa su finanziamenti e PPT per sopravvivere; in precedenza, l'euforia del mercato nascondeva le lacune, oggi, con il vento che si è fermato, i rischi emergono. Nel 2025, le società di riserva di asset digitali (DAT) hanno accumulato 29 miliardi di dollari in finanziamenti, diventando la scelta preferita delle istituzioni, mentre l'attrattiva dei progetti VC tradizionali continua a diminuire.

La scelta del mercato è sempre stata onestamente spaventosa: i fondi affluiscono freneticamente nelle criptovalute Meme.

I fondi votano con i piedi: si preferisce investire in criptovalute Meme per cercare volatilità, piuttosto che sostenere progetti VC con “lungo termine”. Dati a supporto: all'inizio del 2026, la capitalizzazione di mercato del segmento delle criptovalute Meme è balzata da 35 miliardi di dollari a 47,7 miliardi di dollari, con un incremento settimanale di oltre 10 miliardi; il volume di scambi di PEPE è passato da 2,17 miliardi a 8,7 miliardi, con un incremento del 300%, mentre le criptovalute Meme meno popolari nell'ecosistema di ETH e SOL sono raddoppiate contemporaneamente.

Questa è la regola cruenta del mercato: quando il clamore svanisce, solo le entità solide possono sopravvivere. La festa delle criptovalute Meme è, in sostanza, l'abbandono da parte dei fondi esistenti dei progetti VC “che raccontano storie, senza profitti”.

Dopo oltre dieci anni, sembra che siamo tornati all'inizio: le istituzioni trattengono saldamente le pietre angolari, mentre i piccoli investitori si rivolgono a beni emotivi.

Il flusso dei fondi è chiaro: le istituzioni mantengono saldamente BTC, ETH e altre pietre angolari. I dati mostrano che, fino a giugno 2025, 139 istituzioni detengono 3,3 milioni di Bitcoin (pari al 15,73% dell'offerta totale); 12 ETF Bitcoin statunitensi hanno in portafoglio 1,38 milioni di Bitcoin (pari al 6,6% del volume circolante), con giganti come BlackRock che continuano ad aumentare le loro posizioni; si prevede che nel 2026 le posizioni delle istituzioni supereranno i 4,2 milioni di Bitcoin, con 300 miliardi di dollari che continueranno ad affluire.

I piccoli investitori, invece, si rivolgono alle criptovalute Meme: alta volatilità, soglie basse, emozioni uguale mercato. I progetti VC di un tempo, sotto la pressione della centralizzazione dei fondi istituzionali e della volatilità dei fondi dei piccoli investitori, stanno gradualmente diventando marginali.