L’improvvisa decisione di Coinbase di ritirare il proprio supporto al CLARITY Act ha scosso sia Washington che i mercati crypto. Questo evento ha causato la cancellazione di una sessione programmata del Senate Banking Committee e ha riacceso i timori che la riforma della struttura di mercato delle crypto negli Stati Uniti possa nuovamente arenarsi.

Tuttavia, se la reazione immediata sembrava essere il caos politico, le risposte successive raccontano una storia più sfumata.

Il Clarity Act entra in una fase di negoziazione cruciale dopo il ritiro di Coinbase

Invece di crollare, il disegno di legge sembra essere entrato in una pausa tesa ma deliberata, che secondo i legislatori, i leader del settore e persino la Casa Bianca rappresenta l’ultima fase del processo, e non la fine della strada.

Il presidente del Senate Banking Committee, Tim Scott, si è mosso rapidamente per ridefinire il ritardo come qualcosa di costruttivo.

“Ho parlato con leader del settore crypto, del settore finanziario e con colleghi democratici e repubblicani: tutti sono ancora al tavolo a lavorare con serietà,” ha dichiarato Scott.

Secondo Tim Scott, l’obiettivo rimane quello di fornire “regole chiare che tutelino i consumatori, rafforzino la sicurezza nazionale e garantiscano che il futuro della finanza venga costruito negli Stati Uniti.”

La senatrice Cynthia Lummis, una delle principali artefici del disegno di legge, ha ribadito il messaggio, riconoscendo la frustrazione ma respingendo l’idea che la mossa di Coinbase abbia fatto deragliare gli sforzi.

All’interno del settore, la posizione di Coinbase ha evidenziato una netta divisione, ma non una perdita di slancio. Il CEO di Ripple, Brad Garlinghouse, ha sottolineato che il lavoro del Senato rappresenta un passo avanti importante nel fornire un quadro regolatorio efficace per il settore crypto.

Riconoscendo che “la chiarezza batte il caos”, il dirigente di Ripple resta ottimista sul fatto che le problematiche possano essere risolte durante la fase di markup.

Intanto, Chris Dixon di a16z ha espresso una posizione simile, sostenendo che, sebbene il disegno di legge non sia perfetto, questo sia il momento di far avanzare il CLARITY Act. Questa discussione avviene mentre gli Stati Uniti cercano di rafforzare la propria posizione nel mercato globale delle criptovalute.

Il dirigente di Kraken Arjun Sethi si è spinto oltre, interpretando la situazione come una prova di determinazione politica più che come un fallimento legislativo.

“È facile dichiarare fallimento. È facile abbandonare quando un processo si fa difficile,” ha dichiarato Sethi, avvertendo che rinunciare al disegno di legge significherebbe “bloccare l’incertezza e lasciare le aziende americane ad operare nell’ambiguità. Nel frattempo, il resto del mondo va avanti.”

Il CEO di Galaxy Digital, Mike Novogratz, ha rafforzato questa visione. Anche la Casa Bianca è intervenuta, sottolineando l’importanza del momento.

L’urgenza della Casa Bianca incontra la frustrazione del Senato mentre il dibattito sul CLARITY Act si sposta

David Sacks, responsabile del settore crypto e AI, ha affermato che l’approvazione di una legge sulla struttura del mercato è “più vicina che mai”. Per questo motivo, invita il settore a sfruttare questa pausa per risolvere le divergenze, stabilire regole chiare e garantire il futuro della crypto industry.

Dietro le quinte, però, la frustrazione è una preoccupazione reale. Secondo una fonte del Senato riportata da Sander Lutz di Decrypt, i membri della Banking Committee sarebbero stati “piuttosto arrabbiati” per l’annuncio dell’ultimo minuto da parte di Coinbase.

“La sensazione diffusa è che non doveva andare così,” ha dichiarato Lutz, citando la fonte anonima.

Questa frustrazione ha probabilmente contribuito alla decisione della leadership di cancellare la sessione di markup, come confermato dalla giornalista Eleanor Terrett. BeInCrypto fornirà aggiornamenti appena verrà fissata una nuova data.

Tuttavia, il dibattito si sta già spostando su nuovi binari. Commentatori come Echo X sostengono che la linea di frattura non sia più tra crypto e banche, ma tra piattaforme dominate dagli exchange e sistemi basati sull’infrastruttura che potrebbero potenzialmente superare ogni singola azienda.

Mentre Europa, Regno Unito e Asia continuano a implementare framework crypto unificati, cresce la pressione sugli Stati Uniti affinché completino ciò che hanno iniziato.

Per ora, il CLARITY Act è in pausa, non archiviato. Le prossime settimane determineranno se questo fragile consenso si trasformerà in legge o si romperà sotto spinte contrapposte. Una cosa è chiara: abbandonare ora comporterebbe un costo importante, cioè prolungare l’incertezza interna, mentre altrove la chiarezza normativa accelera.