Una guerra su due fronti
Il crollo della scadenza del 15 gennaio segna un fallimento significativo per la leadership del comitato, che ha trascorso mesi tentando di trovare un terreno comune tra il settore crypto e la finanza tradizionale. Il "Clarity Act", che intendeva ampliare il "GENIUS Act" incentrato sulle stablecoin approvato a luglio 2025, è ora sepolto sotto più di 137 emendamenti proposti.
L'uscita di Coinbase è stata il principale catalizzatore per il blocco legislativo. Armstrong ha sostenuto che la bozza attuale lascerebbe l'industria in una posizione peggiore rispetto all'attuale regime normativo. Le sue principali obiezioni si sono concentrate su disposizioni che vieterebbero effettivamente le azioni tokenizzate e affiderebbero alla Securities and Exchange Commission (SEC) la giurisdizione finale sulla classificazione dei token. La posizione pubblica di Armstrong "nessuna legge è meglio di una cattiva legge" ha frantumato il fronte unificato dell'industria, lasciando alcuni gruppi di advocacy a cercare un compromesso mentre altri ritornano a posizioni difensive.
