L'investitore leggendario "The Big Short" Michael Burry ha rivelato l'acquisto di opzioni put e posizioni corte dirette su Oracle (ORCL), unendosi alle scommesse contro Nvidia e Palantir. Critica l'espansione dell'IA cloud di Oracle, finanziata da 95 miliardi di dollari di debito, definendola "superflua" e forse "guidata dall'ego." Oracle, fondata da Larry Ellison, ha visto il suo titolo scendere del 40% dal settembre 2025 dopo l'entusiasmo legato all'IA, con solo il 10% del backlog che si trasformerà in ricavi a breve termine e un forte impegno con clienti come OpenAI.
Burry evita le posizioni corti su Meta, Alphabet o MSFT a causa delle attività diversificate al di là dell'IA: "Non sono posizioni corte puramente legate all'IA." Oracle non ha questa protezione; il suo spostamento verso centri di elaborazione ad alto consumo di energia espone a rischi di sovra-investimento e obsolescenza, simili ai passati fenomeni di bolla come l'elettricità o il dot-com. Paragona l'IA agli steroidi: potente ma pericoloso.
Analisi per i Trader di Crypto: Nel ecosistema di Binance, questa tesi rispecchia la volatilità nei token AI come FET, AGIX, RNDR. Se Burry ha ragione, la correzione tecnologica potrebbe riversarsi sulle criptovalute, esercitando pressione su BTC/ETH in modalità di avversione al rischio. Osserva ORCL; rotture sotto i supporti chiave (~$140) confermano il mercato orso. Opportunità: posizioni corte su AI alts se il Nasdaq scende. La storia dimostra che Burry vince nei crolli.
