Negli Stati Uniti, il conflitto attorno al progetto di legge Clarity Act si è intensificato, il quale avrebbe dovuto chiarire le regole per l'industria delle criptovalute.
Cosa è successo?
Coinbase è uscita dalla coalizione che sostiene il progetto di legge. L'amministratore delegato dell'azienda, Brian Armstrong, ha dichiarato che l'attuale versione della legge è peggiore della situazione attuale e protegge principalmente le banche, non gli utenti. Secondo lui, i proventi dai stablecoin sono sotto attacco.
Reazione della Casa Bianca
L'amministrazione ha reagito bruscamente, definendo le azioni di Coinbase un 'rug pull' contro l'intero settore. È emerso un forte argomento: questo è un progetto di legge del presidente, non di una singola azienda. Di conseguenza, il voto al Senato è stato rinviato e i negoziati, che erano in corso da diversi mesi, sono stati di fatto interrotti.
Conflitto chiave:
Al centro della disputa c'è il rendimento dei stablecoin.
Il mercato delle criptovalute offre circa il 3–4% annuo, mentre i depositi bancari sono circa lo 0,14%. Per lo stato e le banche, questo è un momento sensibile, poiché i stablecoin competono direttamente con il sistema finanziario tradizionale.
Posizioni delle parti:
Coinbase afferma di non essere contraria alla regolamentazione, ma desidera modifiche alla legge e una posizione unitaria del settore.
La Casa Bianca insiste: o un compromesso ora, o il Clarity Act sarà sepolto.
Conclusione:
Questa situazione dimostra che la regolamentazione delle criptovalute non riguarda solo la protezione degli investitori, ma anche la lotta per i flussi finanziari. Per il mercato, questo significa una crescita dell'incertezza e possibili ritardi nelle regole del gioco.
Per i principianti è importante capire: tali conflitti raramente producono un effetto immediato sul prezzo, ma formano condizioni a lungo termine per l'intero mercato.
Questo non è un consiglio finanziario, ma un'analisi della situazione attuale.


