L'argento raggiunge un nuovo massimo, ma le preoccupazioni per i tassi della Fed causano un brusco ritiro
La frase "L'argento corre avanti, poi colpisce un muro" si riferisce alla recente performance di mercato del prezzo dell'argento, che ha vissuto un rapido aumento dei prezzi seguito da una caduta improvvisa o consolidamento. Questo cambiamento è avvenuto intorno al 16 gennaio 2026.
Contesto del Movimento di Mercato
Lo "sprint" è stato guidato da una forte domanda industriale (soprattutto per l'uso nell'energia verde e nell'elettronica), offerta limitata e interesse per i beni rifugio in mezzo all'incertezza economica globale. Il prezzo dell'argento era stato in un'epica corsa, avvicinandosi e superando brevemente il suo massimo storico di $92,25 per oncia.
Il "muro" che l'argento ha colpito è stato principalmente dovuto a:
Aspettative di Politica della Federal Reserve: Notizie che suggerivano che la Federal Reserve non avesse urgenza di tagliare i tassi di interesse hanno creato venti contrari per i metalli preziosi. Rendimenti obbligazionari più elevati e un dollaro USA più forte, che spesso risultano da tassi di interesse stabili o in aumento, tendono a esercitare una pressione al ribasso sui prezzi dell'oro e dell'argento.
Chiarimento sui Dazi: Il Presidente degli Stati Uniti ha annunciato che non verrebbero imposti nuovi dazi sui metalli critici "per ora" a seguito di una revisione della Sezione 232. Questo annuncio ha alleviato le paure che avevano portato le aziende statunitensi a accumulare enormi quantità di argento, riducendo così un fattore chiave della recente intensa domanda fisica di mercato e dei premi elevati.
Raccolta di Profitti e Limitazioni Commerciali: I prezzi elevati hanno portato alcuni trader a raccogliere profitti, contribuendo a un leggero allentamento dei prezzi. Ci sono stati anche rapporti di un crollo dell'argento a causa delle limitazioni commerciali in Cina.
Nonostante il ritiro a breve termine, gli analisti si aspettano comunque che l'argento si comporti bene nel lungo periodo, con alcuni che puntano a prezzi intorno ai $100 per oncia nel 2026, a causa di continui deficit di offerta e di una robusta domanda industriale.
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