Il CEO di Coinbase Brian Armstrong smentisce le voci attorno al CLARITY Act, ma il disegno di legge è lontano dall'essere risolto.
Armstrong ha negato le notizie secondo cui la Casa Bianca sta ritirando il supporto per il CLARITY Act o che l'amministrazione sia "furiosa" con Coinbase. Secondo lui, i colloqui con la Casa Bianca sono stati costruttivi, inclusi sforzi per mediare un compromesso con le banche.
Quindi, cosa sta realmente succedendo?
Coinbase ha ritirato il supporto per l'ultima bozza del CLARITY Act perché essa:
Inginoccherebbe il DeFi, Vieterebbe il trading di azioni tokenizzate, Proibirebbe la condivisione del rendimento delle stablecoin con gli utenti.
La posizione di Armstrong era chiara:
"Preferiremmo non avere alcun disegno di legge piuttosto che un cattivo disegno di legge."
La Commissione Bancaria del Senato ha ora rinviato la revisione, segnalando che i legislatori e l'industria cripto stanno tornando al tavolo delle trattative. Una versione rivisitata è attesa entro poche settimane.
Perché questo è importante:
La lotta non è solo politica — è strutturale.
Al centro del dibattito c'è il rendimento delle stablecoin:
Le banche vogliono protezione, la Cripto vuole innovazione, i consumatori vogliono accesso e rendimenti migliori.
I critici sostengono che l'attuale bozza favorisca gli interessi bancari tradizionali e rischi di uccidere l'innovazione finanziaria negli Stati Uniti. Armstrong è arrivato a definire le disposizioni "catastrofiche" per i consumatori.
In sintesi:
Non è la Casa Bianca contro Coinbase.
È la finanza tradizionale contro il futuro della cripto — e il risultato plasmerà i mercati cripto statunitensi per anni.
Cripto da acquistare in SPOT:



