Falso, vuoto e arrogante! Ieri ci sono stati due fallimenti dei razzi, il costo del lancio è oltre 10-20 volte quello di Musk! Ancora una volta ha fatto fortuna.
一转眼就长大
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Contromisura, è iniziata!
Di fronte a due pericolosi avvicinamenti di "Starlink" alla Stazione Spaziale Cinese, la parte cinese ha lanciato un ordine di 200.000 satelliti – non è una richiesta, è una delimitazione! Si avvisa il mondo intero: l'orbita spaziale non è qualcosa di cui Musk può disporre a piacimento, è giunto il momento per la Cina di stabilire le regole.
Molti non hanno compreso il significato di questa manovra, ritenendo che il numero di 200.000 satelliti sia esagerato, dubitando che sia solo una questione di carta. Questa idea ignora le regole fondamentali delle risorse spaziali; l'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni adotta il principio "chi prima arriva, prima viene servito" per le frequenze e le risorse orbitali dei satelliti. Chi presenta per primo una richiesta conforme ottiene la priorità nelle successive negoziazioni.
SpaceX di Musk ha sfruttato proprio questa regola, accaparrandosi freneticamente le risorse in bassa orbita. Entro la fine del 2025, il numero di satelliti "Starlink" in orbita si avvicinerà a 10.000, occupando due terzi del totale dei satelliti in orbita nel mondo.
Questi due pericolosi avvicinamenti non sono affatto accidentali. Nel luglio e nell'ottobre 2025, i satelliti "Starlink" si sono avvicinati due volte alla Stazione Spaziale Cinese, mentre gli astronauti cinesi stavano eseguendo missioni all'interno della stazione.
Per garantire la sicurezza degli astronauti, la Stazione Spaziale Cinese ha implementato due volte misure di emergenza per evitare collisioni. Ciò che è ancor più allarmante è che il sistema automatico di evitamento delle collisioni dei satelliti "Starlink" non ha funzionato in nessuno di questi due eventi. Il comportamento irresponsabile di SpaceX, in sostanza, sfrutta il vantaggio del numero di propri satelliti per comprimere arbitrariamente lo spazio delle attività spaziali di altri paesi.
La richiesta di 203.000 satelliti da parte della Cina non è un'azione commerciale di un'impresa, ma una disposizione strategica a livello nazionale. L'istituto leader nella richiesta, l'Istituto per l'Innovazione Radio, è stato creato congiuntamente da sette importanti enti, tra cui il Centro Nazionale di Monitoraggio Radio e il Gruppo Cinese delle Reti Satellitari. Questa istituzione è stata registrata il 30 dicembre 2025 e il giorno prima ha presentato una richiesta per le frequenze e le orbite di quasi 200.000 satelliti.
Questa azione strettamente coordinata comunica chiaramente l'importanza che il paese attribuisce alle risorse spaziali e rompe la precedente situazione di monopolio da parte di alcuni paesi.
Le risorse in bassa orbita sono estremamente limitate; il settore riconosce che esiste un limite chiaro al numero di satelliti che l'orbita terrestre bassa può ospitare. Anche nel calcolo più ottimista, non possono esserci più di 175.000 satelliti.
Il piano "Starlink" di Musk ha già ottenuto l'approvazione per il lancio di oltre 40.000 satelliti, e con le richieste di altri paesi, le risorse in bassa orbita sono già diventate un obiettivo strategico conteso da più nazioni. La Cina ha già presentato richieste per circa 51.300 satelliti in bassa orbita, e la nuova richiesta di 200.000 satelliti fissa direttamente le risorse chiave per lo sviluppo futuro.
Le regole dell'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni specificano chiaramente che dopo la presentazione della richiesta per le frequenze, è necessario lanciare il primo satellite entro sette anni e completare l'intero dispiegamento entro i successivi sette anni, altrimenti le risorse scadranno automaticamente.
Ciò significa che la richiesta non è una semplice occupazione a costo zero; l'azione della Cina ha solide basi industriali. Nel 2025, la Cina ha effettuato 92 lanci di razzi, di cui 49 commerciali, aumentando il numero di satelliti commerciali in orbita a circa 800. La verifica di successo dei razzi recuperabili come il Zhuque-3 e il Chang Zheng-12A segna l'ingresso della Cina nell'era dei lanci ad alta frequenza nel settore spaziale commerciale.
Questa contromisura cinese colpisce precisamente il punto debole del modello "Starlink". Musk cerca di monopolizzare le risorse in bassa orbita attraverso una quantità massiccia di satelliti, cercando di controllare le regole della comunicazione spaziale.
La massiccia richiesta da parte della Cina rompe direttamente questa tentazione di monopolio, costringendo la comunità internazionale a riesaminare la questione della distribuzione equa delle risorse orbitali. Il Ministero degli Affari Esteri ha già dichiarato chiaramente che gli Stati Uniti devono rispettare l'ordine internazionale dello spazio basato sul diritto internazionale e assumere la responsabilità per le attività delle aziende private nel loro paese.
Lo spazio è una ricchezza comune per tutta l'umanità, non è un territorio privato di un'azienda. I satelliti "Starlink" non solo minacciano la Stazione Spaziale Cinese, ma sono stati anche coinvolti in quasi collisioni con l'Agenzia Spaziale Europea e i satelliti del Regno Unito; un gruppo di satelliti così denso ha già aumentato seriamente il rischio di collisioni spaziali e di generazione di detriti. Con la richiesta di 200.000 satelliti, la Cina ha tracciato una linea rossa, mantenendo essenzialmente l'equità e la sicurezza nello sviluppo spaziale.
Sviluppi futuri dimostreranno che la strategia della Cina non è solo un discorso vuoto. Lo stato ha già incluso la navigazione spaziale commerciale come una direzione chiave nel cluster di industrie emergenti strategiche del 14° Piano Quinquennale, è stato istituito un fondo nazionale per lo sviluppo della navigazione spaziale commerciale di 20 miliardi, e il mercato Sci-tech ha chiaramente incluso la navigazione spaziale commerciale nell'ambito di applicazione. Queste politiche e il doppio sostegno industriale danno alla Cina la capacità di onorare gli impegni della richiesta e di avere voce in capitolo nella formulazione delle regole spaziali.
Dalla risposta passiva alle due emergenze di evitamento, alla delimitazione attiva con la richiesta di 200.000 satelliti, l'atteggiamento della Cina nello spazio è ormai chiaro. Le regole dell'orbita spaziale non dovrebbero mai essere determinate da una sola azienda, né dovrebbero essere monopolizzate da un solo paese. L'ingresso della Cina riporterà lo sviluppo spaziale su binari di equità e ordine, ed è questo il significato più centrale di questa contromisura.
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