Recentemente Plasma ha menzionato Fluid su X, toccando in realtà un problema a lungo ignorato delle stablecoin: non è una questione di poter emettere, ma di quanto sia utile.
Ora USDT e USDC sono diventati i principali strumenti di pagamento digitale, ma quando vengono utilizzati in scenari ad alta frequenza, problemi come slippage, ordini in attesa e liquidità non sufficientemente profonda continuano a emergere. La "liquidità stabilecoin profonda" menzionata da Plasma, in sostanza, mira a spostare queste problematiche sul back-end.
Il ruolo di Fluid si colloca proprio qui. Essa integra prestiti, scambi e rendimenti in una sola struttura di liquidità, enfatizzando l'efficienza dei fondi, piuttosto che accumulare concetti. Questo collegamento con Plasma non è una collaborazione temporanea, ma è già in fase di affinamento da alcuni mesi, con un obiettivo molto chiaro:
Consentire agli sviluppatori di non dover accumulare liquidità da zero, ma di poter far funzionare direttamente pagamenti e regolamenti.
Nella comunità, qualcuno ha menzionato che Fluid ha già contribuito a oltre il sessanta percento del volume di scambi DEX su Plasma, aggiungendo anche che far funzionare le cose è più importante che lanciare slogan. Questa affermazione rappresenta bene la direzione del cambiamento attuale in DeFi.
Se si guarda alla realtà, in alcune parti dell'Africa e dell'Asia, le stablecoin non sono più strumenti di investimento, ma strumenti quotidiani per trasferimenti e pagamenti. La combinazione Plasma + Fluid potrebbe essere più vicina a una vera "infrastruttura di pagamento".
Quel post non è lungo, ma il segnale è molto chiaro: DeFi sta passando dal raccontare storie a risolvere problemi reali.

