I tre motivi principali per cui il Bitcoin $BTC ha mostrato debolezza oggi

Nella sessione asiatica, il Bitcoin è sceso fino a 92.089 dollari, con un calo superiore al 3% nell’arco della giornata; nello stesso periodo, l’oro è aumentato dell’1% e ha raggiunto un massimo storico, con un chiaro cambio di preferenze di rischio. Questa settimana i prezzi potrebbero rimanere sotto pressione, con le ragioni principali concentrate su tre punti:

Aumento del conflitto tariffario tra Stati Uniti ed Europa

Il governo Trump, a causa della disputa sulla Groenlandia, ha imposto dazi del 10% a 8 paesi europei, tra cui la Danimarca, e ha minacciato di aumentarli al 25% il 1° giugno. L’Unione Europea ha subito risposto, imponendo dazi su quasi 100 miliardi di dollari di beni americani. I rischi macroeconomici aumentano, i capitali si ritirano dagli asset rischiosi, e il Bitcoin è il primo a risentirne.

La geopolitica alimenta l’emotività da rifugio

La questione della Groenlandia è diventata un punto caldo della geopolitica, aumentando l’incertezza, con i capitali che fluiscono verso l’oro e altri asset tradizionali di rifugio, mentre la volatilità del mercato delle criptovalute aumenta in parallelo, con una riduzione attiva delle posizioni.

Le liquidazioni da leva amplificano il calo

I dati di CoinGlass mostrano che nelle ultime 24 ore le liquidazioni totali del mercato hanno superato gli 850 milioni di dollari, di cui quasi 800 milioni sono long; solo le liquidazioni di BTC hanno raggiunto i 250 milioni di dollari, generando una pressione a cascata.

La conclusione è molto diretta:

Si tratta di un ritracciamento dovuto a una risonanza tra macroeconomia+emozione+leva, non a un singolo errore tecnico.

Finché il ritmo non si stabilizza, difendersi è più importante che prevedere.

Focalizzarsi sulle variabili macroeconomiche, meno emozioni, più pazienza.

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