Nel mercato P2P di Binance, il prezzo dell'USDT non è fissato da un algoritmo né da una tariffa ufficiale: è determinato dagli annunci attivi. Ciò significa che basta che un commerciante pubblichi un annuncio con una tariffa artificialmente bassa affinché il sistema lo mostri come “prezzo di riferimento”, anche se quell'offerta è limitata, poco accessibile o progettata per non essere eseguita.
🔍 Esempio reale:
Un annuncio con Bs 426.100 per USDT appare come il più economico, ma ha un minimo di acquisto di Bs 5.000 e una disponibilità di quasi 80.000 USDT. Anche se sembra competitivo, potrebbe essere lì solo per segnare una tendenza, non per facilitare transazioni reali. Nel frattempo, altri venditori offrono tariffe più alte (Bs 448.926, Bs 448.600), ma rimangono invisibilizzati dall'algoritmo che dà priorità al prezzo più basso.
⚠️ Cosa implica questo?
- Manipolazione visiva del mercato: L'utente medio crede che il USDT “valga” Bs 426.100, anche se quel tasso non è rappresentativo.
- Pressione sui venditori legittimi: Sono costretti a abbassare i loro prezzi per competere, anche se le loro condizioni sono più giuste.
- Distorsione in gruppi e comunità: Molti replicano quel prezzo come “ufficiale”, generando confusione e disinformazione.
💡 Conclusione:
Un solo annuncio può distorcere la percezione del mercato se usato strategicamente. Per questo, quando operi in P2P, non fidarti solo del primo prezzo: controlla limiti, reputazione, metodi di pagamento e disponibilità reale. Il prezzo giusto non è sempre il più basso.