L'aumento recente dei rendimenti dei Titoli di Stato Giapponesi (JGB) rappresenta un cambiamento sismico nel panorama finanziario globale. Per decenni, il Giappone è stato l'eccezione nel mondo sviluppato, mantenendo tassi d'interesse ultra-bassi o addirittura negativi. Tuttavia, con il rendimento a 10 anni che ha raggiunto il 2,3%—un massimo non visto dal 1999—e il rendimento a 40 anni che ha superato il 4% per la prima volta nella sua storia, l'"era del denaro facile" in Giappone è ufficialmente finita.
Perché Questo È Importante Globalmente
Questa traiettoria ascendente è guidata da una combinazione di inflazione domestica persistente e una svolta nella politica della Banca del Giappone (BoJ) lontano dal controllo della curva dei rendimenti. L'impatto macro è duplice:
Repatriazione di Capitale: Poiché i rendimenti giapponesi diventano più attraenti, gli investitori domestici (che sono tra i maggiori detentori di debito estero nel mondo) potrebbero vendere Treasury statunitensi e obbligazioni europee per riportare il loro capitale a casa. Questo potrebbe esercitare una pressione al rialzo sui tassi d'interesse globali.
Lo Svincolo del "Carry Trade": Per anni, gli investitori hanno preso in prestito yen a basso costo per investire in attivi con rendimenti più elevati altrove. I rendimenti più elevati dei JGB rendono questa strategia più costosa e rischiosa, portando potenzialmente a volatilità nei mercati azionari e valutari globali.
L'onere Fiscale
A livello domestico, il governo giapponese affronta una sfida ardua. Con un rapporto debito/PIL che supera il 250%, anche minimi aumenti dei tassi d'interesse elevano significativamente il costo del servizio del debito nazionale, restringendo lo spazio fiscale per la spesa pubblica.
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