In realtà, ciò che distrugge i trader non è il mercato, ma tre demoni interiori:

1. Dipendenza dalle aspettative: si vuole sempre cogliere ogni movimento, e se si perde si diventa ansiosi. Ma il mercato non è un amante, non ti offrirà opportunità solo perché ti impegni.

2. Vendetta emotiva: dopo una perdita, si desidera subito riprendersi. Gli ordini eseguiti in questi momenti sono per il 90% incubi.

3. Falsa sicurezza: appena si guadagna qualcosa, si crede di aver compreso il mercato. In realtà, è solo la tendenza che concede favori, non è forza. Chi riesce a superarlo si salva, chi non ci riesce continua a cadere nello stesso punto. Anch'io pensavo che il trading si basasse sul "coraggio".

Poi ho capito che il vero coraggio è: essere in grado di stare in posizione vuota quando si può, riconoscere un errore quando si deve; sapere aspettare quando è il momento giusto e mantenere il silenzio in mezzo a tutto il rumore.

La prima lezione che il mercato mi ha insegnato è stata perdere soldi, la seconda è stata il silenzio, la terza è stata diventare una persona che non viene influenzata dal mercato. Ora credo sempre di più a una frase: il mercato non premia mai le persone intelligenti, ma si prende cura della pazienza. Il vero successo di un trader non è avere un conto più grande, ma avere un cuore più stabile, comprendere senza fretta; avere fermezza senza essere sconsiderati; poter sopportare le perdite senza perdere la calma; saper aspettare a lungo senza agitarsi. In effetti, il più grande nemico lungo la strada del trading siamo sempre noi stessi.

Arrivato a questo punto, vorrei chiederti: in quale momento hai realizzato che ciò che perdi davvero non è il denaro, ma il cuore? Forse la tua storia è la redenzione di un trader.

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