#CPIWatch

I dati U.S. #CPI per dicembre 2025 hanno mostrato un'inflazione generale stabile al 2,7% su base annua, con l'IPC core al 2,6%, entrambi in linea con o leggermente al di sotto delle aspettative, mentre il prossimo rilascio per gennaio 2026 è programmato per l'11 febbraio.���

Le previsioni suggeriscono un modesto aumento mensile dell'IPC di circa 0,12-0,3% per gennaio, mantenendo i tassi annuali vicino al 2,3-2,7%, sebbene i rischi al rialzo derivanti dai dazi di Trump possano spingere l'inflazione più in alto nel 2026.���

Consenso di gennaioGli economisti prevedono che l'IPC salirà leggermente a circa 324,05 punti, con misure core attorno al 2,45% su base annua, supportate dalle previsioni dei modelli della Federal Reserve di Cleveland.��

I costi per l'abitazione e l'energia rimangono i principali fattori di spinta al rialzo, potenzialmente compensando qualsiasi deflazione dei beni.�

Rischi chiaveLe minacce tariffarie sull'Europa potrebbero aggiungere 0,5-1% all'inflazione tramite prezzi di importazione più elevati, con alcuni analisti che avvertono di un possibile aumento oltre il 4% entro la fine dell'anno se implementate.�

Gli osservatori della Fed vedono tassi stabili a gennaio ma possibili tagli in seguito se l'inflazione si raffredda ulteriormente.�

Implicazioni di mercatoUna stampa vicino o al di sotto del 2,7% potrebbe aumentare le probabilità di tagli ai tassi, sostenendo il rimbalzo delle azioni e delle criptovalute, mentre dati più caldi potrebbero alimentare i rendimenti obbligazionari e la volatilità.�#

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