#特朗普对欧洲加征关税
Usare i dazi per costringere gli alleati a "vendere isole"? Questa operazione di Trump ha trasformato "America First" in "alleati che scavano trappole"!
Da un lato c'è l'etichetta minacciosa dei dazi del 25% per 8 paesi europei, dall'altro lato ci sono le immagini sintetiche dell'insegna sulla Groenlandia, persino accennando a non escludere l'uso della forza, trasformando le controversie territoriali in estorsione economica. Quale logica è questa per la convivenza tra alleati? Gli alleati della NATO dovrebbero essere una comunità di sicurezza, ma ora vengono considerati come un bancomat che "deve restituire agli Stati Uniti", tanto che anche gli alleati populisti europei non riescono a trattenere il grido di "estorsione commerciale". Ancora più ironico è che il segretario al Tesoro statunitense derida l'UE per la sua risposta "lenta", dimenticando che nella guerra dei dazi non ci sono mai vincitori—l'industria automobilistica e meccanica europea deve sopportare la pressione, i consumatori statunitensi devono pagare per l'aumento dei prezzi, e le crepe nell'alleanza transatlantica porteranno solo benefici ai terzi. Molti paesi europei inviano truppe in sostegno, l'UE sta preparando strumenti di risposta all'estorsione, e questo dimostra già che: quando gli "alleati" diventano pedine da manovrare a piacimento, il cosiddetto alleato rimane solo un guscio vuoto. Questa commedia è essenzialmente una strumentalizzazione del diritto internazionale e delle regole multilaterali, usando armi economiche per sequestrare questioni di sovranità. Non si sa se alla fine saranno i dazi a schiacciare prima il tenore di vita, o se la logica dell'egemonia si schianterà prima su se stessa?
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