Nel 1973, una donna della Guangxi si fece chiamare "Figlia della Guangxi" dal presidente Mao, e il personale sospettò fosse una truffatrice, ma il presidente Mao ordinò con urgenza: “Fate che venga, voglio incontrarla.”
La donna si chiamava Cen Rongduan, una ragazza Zhuang, che a 19 anni nel 1958 era una ballerina del gruppo artistico dell'aviazione, desiderosa di vedere il leader giorno e notte.
Durante il ballo a Zhongnanhai, fu scelta come ballerina di accompagnamento e, approfittando di una pausa, raccolse il coraggio per chiedere di incontrare il presidente, e sorprendentemente ottenne il suo desiderio, aprendo una speciale amicizia.
Il presidente Mao, chiedendole il cognome, scoprì che si chiamava Cen e sorrise dicendo che quel cognome era comune in Guangxi, non presente nel "Baijiaxing", ma si poteva trovare nel "Qianjiaxing".
Il presidente era molto esperto nelle storie di Guangxi e parlò con entusiasmo delle ribellioni degli Yao di Daitengxia, lodandola per la sua grazia nel ballo, tanto da darle il nome di Cen Yunduan.
Il presidente Mao scrisse a mano le tre parole "Daitengxia" come regalo, e questo onore suscitò l'invidia dei colleghi del gruppo artistico, rendendo Cen Yunduan la sua ballerina preferita.
Ogni volta che c'era un ballo, il presidente chiacchierava con lei, parlando di storia, e le regalava "Ruxin critica Confucio e antologia di scritti", con un messaggio sulla pagina di apertura per il compagno, considerandola come una giovane generazione.
Dopo, a causa di un trasferimento di lavoro, Cen Yunduan si spostò tra Fujian e Guangxi, e fu otto anni prima che si separasse dal presidente, pensando a lui ogni giorno ma trovando difficile incontrarlo.
Nel 1973, scrisse una lettera, firmandosi "Figlia della Guangxi", e dopo aver inviato la lettera era nervosa, temendo di essere dimenticata o considerata una truffatrice.
Dopo aver letto la lettera, il presidente Mao ricordò i vecchi tempi e ordinò immediatamente di rispondere invitandola a Pechino. Nel Capodanno cinese del 1974, Cen Yunduan andò a Pechino, e il presidente sul letto di malattia la chiamò con il suo soprannome.
I due parlarono dei vecchi tempi, e il presidente fece un patto con lei di incontrarsi ogni due anni, scherzando che chi non rispettava l'accordo avrebbe pagato con cento aerei, cento cannoni e cento chili di carne di maiale.
Questo incontro, sia caloroso che triste, fece piangere tutti i presenti, rivelando un'amicizia sincera che attraversava i legami di sangue.
Nel 1975, tornò a Pechino per visitarlo, ma il presidente era estremamente debole, e persino per leggere i documenti aveva bisogno di supporto; lei poteva solo stargli vicino in silenzio.
Dopo la morte del presidente Mao, Cen Yunduan, in qualità di rappresentante del Guangxi, andò a rendere omaggio, donando l'autentica scrittura di "Daitengxia" al museo della sua città natale, per conservarne il ricordo.
Quella lettera della "Figlia della Guangxi" fu inclusa nel "Documentario della cultura e storia del Guangxi", diventando il più caldo ricordo storico di quel periodo, testimoniando anni di profondo affetto.