#WhoIsNextFedChair 🪑
Pochi stanno guardando questo con attenzione…
e lì è dove risiede il rischio 🔍
Jerome Powell se ne va a maggio del 2026 📆
Non è un pettegolezzo. È un calendario.
E quando il presidente della FED cambia, non cambia solo un nome:
cambia il polso del dollaro 💵,
la lettura dell'inflazione 📊
e il margine di errore dei mercati ⚖️
Ora, ciò che è interessante 👀
I candidati reali non sono quelli che urlano su X.
Dentro il sistema, coloro che pesano davvero sono pochi:
— Philip Jefferson, attuale Vice Presidente 🧠
Economista accademico, tono moderato, ossessione per la “credibilità istituzionale”.
Traduzione: continuità… ma con meno margine per improvvisare.
— Christopher Waller, governatore 🧊
Più tecnico, più freddo.
Ha difeso tassi alti più a lungo di quanto al mercato piaccia ascoltare.
Non è colomba. Né showman.
— John Williams, NY Fed ⚙️
Colui che attua la politica monetaria in trincea.
Wall Street lo rispetta perché comprende il funzionamento del sistema.
Non parla molto… e ciò di solito è una cattiva notizia per gli eccessivamente fiduciosi.
E fuori dall'edificio 🏛️
— Kevin Warsh, ex-FED.
Nome che riappare quando il potere politico vuole una FED “meno morbida”.
Non è dentro oggi… ma non è mai uscito dal radar.
Dato che pochi dicono ad alta voce 👇
👉 Il prossimo presidente della Fed erediterà
deuda più cara 💣
deficit strutturale 🧱
e inflazione che non reagisce più come prima 🔥
Abbassare i tassi rapidamente sarebbe popolare 😌
Ma popolare non è sempre sostenibile.
Se il mercato si aspetta dolcezza 🍯
e arriva disciplina 🪓
il colpo non avvisa.
E cripto, che vive di liquidità marginale,
lo sente per primo ⚠️
Non è paura a buon mercato.
È struttura.
La FED non stampa opinioni.
Stampa conseguenze 🧾
E chi si sente a proprio agio oggi…
probabilmente non sta guardando
chi sta per sedersi su quella sedia. 👤🪑
