Il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha un impatto misto e altamente volatile sul mercato delle criptovalute,
often causando fluttuazioni di prezzo a breve termine e agendo più come un'attività rischiosa che come un tradizionale rifugio sicuro. Durante le tensioni in aumento, i prezzi tendono inizialmente a diminuire a causa dell'avversione generale al rischio, ma possono rapidamente riprendersi man mano che investitori o attori statali utilizzano criptovalute come Bitcoin e Tether (USDT) per proteggersi dalla svalutazione della valuta locale e aggirare le sanzioni economiche.
Tendenze Recenti e Principali Intuizioni
Diminuzioni di Prezzo Iniziali Seguite da Riprese: Notizie di azioni militari dirette, come i bombardamenti aerei statunitensi su strutture iraniane, hanno storicamente portato a vendite immediate sul mercato e a forti cali di prezzo per Bitcoin e altre criptovalute principali come Ethereum e Solana. Tuttavia, questi ribassi sono spesso seguiti da rapide riprese poiché i partecipanti al mercato si aspettano che il conflitto venga contenuto o poiché le proprietà uniche degli asset diventano più attraenti.
Uno Strumento di Evasione e Sopravvivenza: Per l'Iran, sia il governo che i suoi cittadini utilizzano criptovalute come una linea di salvezza. La banca centrale iraniana ha accumulato oltre $500 milioni in Tether (USDT) per eludere le sanzioni internazionali e sostenere la valuta nazionale, il rial, che ha perso circa il 90% del suo valore dal 2018. I cittadini iraniani si rivolgono anche a Bitcoin per proteggere i loro risparmi dall'iperinflazione e dai controlli sui capitali.
