La quota del dollaro statunitense nelle riserve valutarie globali è scesa al suo livello più basso in oltre due decenni, ora intorno al 58 % rispetto a circa il 70 % all'inizio degli anni 2000. Le banche centrali stanno gradualmente riducendo l'esposizione al USD, aggiungendo oro (nel 2022 si sono registrati acquisti netti record) e spostandosi verso valute “non tradizionali” come il dollaro australiano, canadese e di Singapore, così come il renminbi cinese, che ora rappresenta circa un quarto della perdita del dollaro. Questa de-dollarizzazione è una tendenza lenta e strutturale piuttosto che un crollo improvviso, e sta spingendo il capitale a ruotare verso beni durevoli e alternative forme di valore.

Vorresti approfondire come si sta comportando l'oro e l'oro tokenizzato (ad es., PAXG) in mezzo a questo cambiamento, o esplorare quali valute non tradizionali stanno guadagnando maggior trazione?

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