"La storia non si ripete, ma spesso fa rima.”

Gli analisti credono che il mercato finanziario globale possa essere diretto verso un replay dell'Accordo di Plaza del 1985.

Nel 1985, il dollaro statunitense divenne eccessivamente forte, danneggiando le esportazioni e la manifattura americana. Per controllare il crescente disavanzo commerciale, le cinque principali economie del mondo (G5) si sono accordate presso il Plaza Hotel di New York per indebolire deliberatamente il dollaro—una mossa nota come Accordo di Plaza. Nei tre anni successivi, l'Indice del Dollaro è sceso quasi del 50%, mentre lo yen giapponese è quasi raddoppiato. Man mano che il dollaro si indeboliva, l'oro, le materie prime e gli asset non statunitensi sono aumentati, segnando uno dei più grandi reset valutari nella storia moderna.

Oggi, condizioni simili stanno emergendo. Il disavanzo commerciale degli Stati Uniti è di nuovo vicino ai massimi storici, e lo yen giapponese è storicamente debole. Recentemente, la Fed di New York ha condotto un “controllo dei tassi” su USD/JPY, spesso un precursore per l'intervento sul mercato FX, segnalando una possibile coordinazione tra la Fed e la Banca del Giappone.

Sebbene non sia stata ancora intrapresa alcuna azione ufficiale, gli investitori istituzionali si stanno già posizionando. Se si materializza un “Accordo di Plaza 2.0” e il dollaro scende bruscamente, gli asset globali denominati in dollari—azioni, oro e asset digitali—potrebbero vedere importanti aggiustamenti di valutazione.

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