Criptovalute sotto pressione: La Fed, l'"Effetto Dazi" e la fuga di capitali segnano l'inizio del 2026
Il mercato delle criptovalute sta attraversando una settimana di definizioni critiche. Dopo un 2025 di record storici —dove Bitcoin ha sfiorato i $126,000 in ottobre—, l'inizio del 2026 ha portato con sé una dose di realtà macroeconomica che tiene gli investitori con il fiato sospeso. Tre pilastri fondamentali stanno muovendo il tabellone oggi: la politica monetaria della Federal Reserve, l'aggressiva strategia commerciale di Washington e una notevole uscita di capitali dai veicoli di investimento istituzionale.
Il silenzio della Fed e l'ombra dell'inflazione
Oggi è iniziato il primo incontro dell'anno della Federal Reserve (Fed). Con un'inflazione che recentemente ha chiuso al 2.7%, sopra l'obiettivo del 2%, il mercato non si aspetta cambiamenti nei tassi di interesse. Tuttavia, la "paura" non è nel tasso attuale, ma nel messaggio di Jerome Powell. Un tono restrittivo rafforzerebbe il dollaro (DXY), fungendo da ancora per il prezzo di Bitcoin, che attualmente lotta per mantenersi sopra il supporto psicologico dei $87,000 - $89,000.
La "Guerra dei dazi" e il rifugio nell'Oro
L'amministrazione di Donald Trump ha intensificato la sua politica di pressione commerciale, annunciando dazi fino al 25% ai partner strategici. Questa incertezza geopolitica ha generato un fenomeno di "avversione al rischio". Paradossalmente, sebbene Bitcoin venga chiamato "oro digitale", gli investitori hanno preferito l'oro fisico, che ha superato la soglia dei $5,000 per oncia, mentre gli asset digitali subiscono liquidazioni massicce. La narrativa di Bitcoin come rifugio sicuro è messa alla prova di fronte alle tensioni diplomatiche globali.
Fuga record negli ETF di Bitcoin ed Ethereum
Il termometro istituzionale mostra segnali di raffreddamento. Durante l'ultima settimana, gli ETF di criptovalute hanno registrato un'uscita netta di $1,730 milioni, uno dei numeri più alti da quando questi prodotti sono stati approvati. Ethereum è stato il più colpito, concentrando gran parte di questi prelievi, mentre Bitcoin ha visto come i suoi guadagni all'inizio del mese svanivano a causa della presa di profitto e della cautela per la mancanza di liquidità.
Il fattore Colombia: Un raggio di adozione
Non tutto è pessimismo. Mentre il mercato globale retrocede, la Colombia ha segnato un traguardo regionale integrando ufficialmente i criptoattivi nei portafogli pensionistici. Questo movimento, definito dagli analisti come l'"Effetto Colombia", suggerisce che nonostante la volatilità a breve termine, l'infrastruttura istituzionale delle criptovalute continua a rafforzarsi come componente di risparmio a lungo termine.
Prospettive: Cosa aspettarsi?
Gli analisti tecnici stanno monitorando da vicino l'area dei $85,000 per Bitcoin. Una chiusura al di sotto di questo livello potrebbe attivare una correzione verso gli $80,000. Al contrario, se il comunicato della Fed risulta più favorevole del previsto, potremmo vedere un rimbalzo verso la resistenza dei $95,000, riattivando l'appetito per il rischio.