Fidelity Investments si prepara a lanciare il Fidelity Digital Dollar (FIDD), la sua prima stablecoin supportata dal dollaro statunitense, costruita su Ethereum e emessa attraverso Fidelity Digital Assets, ente con licenza bancaria federale negli Stati Uniti.
Il movimento non punta alla speculazione, ma all'infrastruttura finanziaria. Fidelity agirà come emittente e custode delle riserve, posizionando il FIDD come uno strumento di regolamento e gestione della liquidità sia per clienti istituzionali che al dettaglio all'interno del suo ecosistema.
Il lancio avviene in un contesto di maggiore chiarezza normativa. La Legge GENIUS ha stabilito un quadro per le stablecoin fiat-backed negli Stati Uniti, mentre il dibattito sulla Legge CLARITY —che potrebbe consentire agli emittenti di condividere i rendimenti con gli utenti— introduce un potenziale cambiamento nella competizione tra stablecoin, depositi bancari e fondi monetari.
Da una prospettiva strategica, FIDD non compete direttamente con le stablecoin cripto-native in volume o adozione globale. Il suo valore risiede in:
Regolamento interno e pagamenti 24/7
Gestione della liquidità tokenizzata
Integrazione con custodia, intermediazione e gestione patrimoniale
Preparazione per mercati finanziari sempre più tokenizzati
L'iniziativa si allinea anche con una tendenza più ampia. Gli analisti di Standard Chartered stimano che fino a $500B in depositi bancari potrebbero migrare verso le stablecoin entro il 2028. In questo scenario, gestori come Fidelity non solo cercano di adattarsi, ma anche di catturare flussi di liquidità all'interno di un quadro regolato.
In sintesi, FIDD rappresenta meno una “nuova stablecoin” e più un passo delle finanze tradizionali verso nuovi binari di denaro digitale, dove l'efficienza operativa e il controllo normativo sono prioritari.