#BTC La Federal Reserve all'inizio dell'anno continua ad essere aggressiva, mantenendo i tassi fermi tra il 3,5 e il 3,75%. Le aspettative del mercato per un taglio dei tassi sono state ritardate, e il BTC è sceso da livelli elevati tornando attorno a 88k, oscillando ripetutamente e testando più volte il livello di supporto senza romperlo. Tuttavia, il prezzo dell'oro non è influenzato dalla pressione macroeconomica, superando con forza il massimo storico di 5500 dollari/oz. La liquidità è chiaramente fluida dagli asset a rischio verso il tradizionale re dei beni rifugio. Questa operazione ha fatto capire a molti che il BTC, in un ambiente di tassi elevati, rimane un tipico asset a rischio, facilmente soggetto a una frase della Federal Reserve, mentre l'oro è l'ultimo strumento di copertura. Se il dollaro continua a indebolirsi (tensioni geopolitiche + aumento del deficit), la narrazione del BTC come bene rifugio cambierà? Dati istituzionali mostrano che gli indirizzi delle balene continuano ad accumulare a livelli bassi, l'offerta investita supera il 63% con costi sopra gli 88k, mentre ora chi vende lo fa sostanzialmente in perdita. Una vendita di panico, se scatenata, potrebbe invece rappresentare un segnale di accumulo. L'intervallo di 85k-95k è l'attuale zona di accumulo, in attesa del prossimo catalizzatore macroeconomico (come l'attuazione delle politiche di Trump o l'escalation della situazione in Iran) che potrebbe accendere il prossimo rally.