Il mercato cripto vacilla. Liquidazioni di massa, volatilità record, perdite abissali: le finanze digitali attraversano una zona di tempesta. E mentre gli investitori cripto si stringono, gli scambi non rimangono esclusi. Alcuni, come la Coinbase, ora devono affrontare un altro tipo di scossa: giudiziaria. Il gigante americano, simbolo della cripto regolata, è accusato dai propri azionisti di aver sfruttato il sistema. In gioco: vendite massicce di azioni effettuate poco prima del crollo vertiginoso del prezzo.
In sintesi
Nel 2023, gli azionisti hanno citato in giudizio la Coinbase per vendite di azioni considerate dubbie.
Brian Armstrong e Marc Andreessen avrebbero venduto prima del crollo del prezzo.
Il giudice McCormick mantiene il processo nonostante un'indagine interna favorevole.
La quotazione diretta senza blocco complica la difesa dell'exchange cripto.
Coinbase di fronte alla giustizia: quando la fiducia si frantuma
Tutto è iniziato nel 2023, quando un gruppo di azionisti della Coinbase ha attivato la giustizia del Delaware. Secondo loro, diversi dirigenti, incluso il CEO Brian Armstrong e il famoso investitore Marc Andreessen, avrebbero venduto 2,9 miliardi di dollari in azioni durante la quotazione diretta del 2021.