CME Group, un mercato dei derivati con sede a Chicago, sta considerando l'introduzione del proprio token digitale mentre esplora il potenziale degli asset tokenizzati come garanzia nei mercati finanziari. Secondo Cointelegraph, il CEO Terry Duffy ha discusso di questa iniziativa durante una chiamata sugli utili dell'azienda, evidenziando l'esplorazione di varie forme di margine, inclusi contanti tokenizzati e un potenziale token emesso dalla CME che potrebbe funzionare su una rete decentralizzata. Duffy ha sottolineato il comfort potenziale che la garanzia emessa da un 'istituto finanziario sistematicamente importante' potrebbe fornire ai partecipanti del mercato rispetto ai token provenienti da banche meno consolidate.
Il riferimento di Duffy a contante tokenizzato si allinea con una collaborazione con Google annunciata a marzo, dove CME Group e Google Cloud hanno iniziato a testare un'infrastruttura basata su blockchain per pagamenti all'ingrosso e tokenizzazione degli asset utilizzando il Ledger Universale di Google Cloud. Il token proposto emesso da CME sarebbe un'iniziativa distinta, anche se i dettagli specifici sul suo funzionamento rimangono non divulgati. CME Group opera mercati di futures e opzioni in vari settori, tra cui tassi, azioni, materie prime e criptovalute. A gennaio, l'exchange ha annunciato piani per espandere le sue offerte crypto regolamentate includendo contratti futures legati a Cardano (ADA), Chainlink (LINK) e Stellar (XLM). Inoltre, ha collaborato con Nasdaq per unificare le offerte degli indici crypto sotto l'Indice Crypto Nasdaq-CME. L'exchange prevede anche di introdurre trading 24/7 per futures e opzioni su criptovalute a partire all'inizio del 2026, in attesa di approvazione normativa.
I commenti di Duffy pongono CME Group tra un movimento più ampio da parte delle istituzioni finanziarie tradizionali, in particolare le banche, per esplorare token basati su blockchain per pagamenti e regolamenti. A luglio, Bank of America ha annunciato la sua esplorazione di stablecoin per modernizzare la propria infrastruttura di pagamenti, con il CEO Brian Moynihan che le descrive come uno strumento potenziale per trasferire fondi denominati in dollari USA ed euro attraverso i sistemi di pagamento globali della banca. JPMorgan ha introdotto JPM Coin a novembre, un token basato su blockchain che rappresenta depositi in dollari USA detenuti presso la banca, disponibile per clienti istituzionali per pagamenti e regolamenti onchain. Fidelity Investments sta anche pianificando di lanciare una stablecoin supportata dal dollaro USA chiamata Fidelity Digital Dollar (FIDD), dopo l'approvazione condizionata per operare una banca fiduciaria nazionale. Mentre le banche statunitensi avanzano con iniziative su stablecoin e token, stanno anche sfidando le stablecoin che generano rendimento, portando a uno scontro politico con l'industria crypto sotto il CLARITY Act, attualmente in discussione al Congresso. Dalla promulgazione del GENIUS Act a luglio 2025, il mercato delle stablecoin è cresciuto significativamente, con una capitalizzazione di mercato di circa $305.8 miliardi, rispetto ai circa $260 miliardi al momento dell'entrata in vigore della legge, secondo i dati di DefiLlama.
