🚹 IL DOLLARO MUORE IN SILENZIO 🚹

9 novembre 2025: l’oro supera nuovamente i 4.000 dollari, il debito pubblico americano supera i 38.000 miliardi e gli interessi annuali toccano quota 1.200 miliardi.

È avvenuta un’inversione epocale: per la prima volta dal 1971, le banche centrali detengono piĂč oro che titoli del Tesoro statunitense.

Oro al 23%, Treasuries al 22%.

Non Ăš un movimento ciclico, Ăš il segnale di una rottura strutturale nel cuore del sistema monetario globale.

Dal 2021 gli investitori stranieri hanno liquidato 518 miliardi di dollari in Treasuries e acquistato 500 tonnellate d’oro solo nel 2025.

L’aritmetica del collasso ù impietosa: ogni aumento dell’1% dei tassi aggiunge 380 miliardi al deficit.

Gli Stati Uniti ora spendono piĂč per gli interessi sul debito che per la difesa nazionale.

Dopo il congelamento dei 300 miliardi di riserve russe, il mondo ha compreso una veritĂ  semplice: il dollaro puĂČ essere utilizzato come arma, l’oro no.

La quota di riserve globali in dollari Ăš scesa dal 71% nel 2000 al 58,4% oggi.

I paesi BRICS regolano giĂ  il 25% degli scambi commerciali senza passare dal dollaro, attraverso una rete di pagamento alternativa ormai attiva.

Nei prossimi 18 mesi i rendimenti potrebbero salire di 50-100 punti base, le aste del Tesoro incontreranno difficoltĂ  e fino a 5.000 miliardi di ricchezza dei mercati emergenti si sposteranno verso oro, yuan e valute regionali.

Quando un impero paga piĂč interessi che difesa, non domina piĂč: sopravvive.

Il silenzio del dollaro annuncia il rumore del nuovo ordine monetario.

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