Se in breve: Jerome Powell ha riconosciuto che il bilancio dei rischi si è spostato: i rischi per l'occupazione sono aumentati, l'inflazione è nuovamente leggermente aumentata (principalmente per i beni), e quindi la scorsa settimana il Comitato ha deciso di spostare la politica "più vicino alla neutrale", riducendo l'intervallo target del tasso federale di 25 pb allo 4-4.25%. Nelle sue parole, Powell ha sottolineato il rischio bilaterale: un allentamento troppo rapido potrebbe mantenere il tasso di inflazione al di fuori dei limiti target, un allentamento troppo lento potrebbe aggravare l'indebolimento del mercato del lavoro.

In seguito: punti chiave e fattori.

1) Perché hanno abbassato il tasso di 25 punti base: il rischio per l'occupazione ha prevalso

Tesi: La Fed ha fatto un passo verso una politica più neutrale, poiché i dati sull'occupazione sono 'calati': la crescita dell'occupazione si è notevolmente rallentata e i rischi per il mercato del lavoro sono aumentati. federalreserve.gov

Analisi: nel discorso di Powell c'è una chiara preoccupazione per la situazione in cui negli ultimi mesi l'aumento mensile dei posti di lavoro è stato molto basso (in media ≈29 mila negli ultimi 3 mesi secondo le sue parole) e senza 'riempimenti' questo ritmo è al di sotto del livello di pareggio per mantenere il tasso di disoccupazione. Questo cambia la funzione di reazione della Fed: prima, con il principale rischio rappresentato dall'inflazione, il tasso era mantenuto più alto; ora un allentamento è probabile se la debolezza del mercato del lavoro verrà confermata.

Fattori influenti: dati sull'occupazione (Payrolls, richieste iniziali), dinamiche del tasso di partecipazione alla forza lavoro (effetti dell'immigrazione/politica), assunzioni aziendali, effetti stagionali.

Breve conclusione: il tasso è già stato abbassato - questo è un passo 'cauto'. In seguito - rigoroso sui dati: se la debolezza del mercato del lavoro verrà confermata, ulteriori abbassamenti sono possibili; se l'inflazione accelererà, un ritorno alla rigidità non è escluso.

2) Inflazione - un picco nei beni a causa delle tariffe; Powell lo definisce un 'cambiamento' una tantum nel livello dei prezzi

Tesi: Powell collega direttamente l'ultimo aumento dell'inflazione nei beni con l'aumento delle tariffe e definisce l'effetto principalmente come temporaneo (spostamento del livello dei prezzi), sebbene distribuito su più trimestri. (Cita un PCE a 12 mesi di circa ~2.7% e un core PCE di circa 2.9%.)

Analisi: le tariffe agiscono come una tassa sulle importazioni - i costi per i produttori aumentano e vengono in parte trasferiti ai prezzi dei consumatori. Ma è importante: il pass-through non è immediato: contratti, scorte, logistica allungano l'effetto nel tempo. C'è anche il rischio di effetti 'secondari': se l'inflazione dei beni continuerà, i lavoratori richiederanno salari più elevati e così aumenteranno i prezzi dei servizi.

Fattori influenti: entità e durata dell'azione delle tariffe, grado di concorrenza nei mercati dei beni, comportamento dei rivenditori (riduzione del margine vs. aumento dei prezzi), reazione dei livelli salariali e aspettative di inflazione.

Breve conclusione: nello scenario base, l'effetto tariffario è temporaneo e distribuito nel tempo, ma c'è un reale rischio di radicamento dell'inflazione attraverso canali secondari - quindi la Fed rimane in allerta.

3) Combinazione rara: simultaneamente il rallentamento della domanda di lavoro e della sua offerta

Tesi: Powell ha indicato un 'rallentamento sia nella domanda che nell'offerta di lavoro' - un fenomeno che complica la previsione.

Analisi: la diminuzione delle offerte potrebbe essere correlata alla politica migratoria, alla demografia, e la diminuzione della domanda potrebbe essere dovuta al rallentamento della crescita dei consumi e al rallentamento delle assunzioni in vari settori. Questa 'debolezza bilaterale' crea incertezza: quanta disoccupazione 'si nasconderà' nelle statistiche e quanta - in inattivi?

Fattori: restrizioni all'immigrazione, piani di assunzione aziendale, automazione, differenze regionali nell'economia.

Breve conclusione: questo aumenta la possibilità di un 'atterraggio morbido', ma lo rende meno prevedibile; la Fed è pronta a considerare entrambi i vettori nella prossima decisione.

4) La crescita economica è rallentata, ma la struttura è mista

Tesi: il PIL è cresciuto di ≈1.5% nella prima metà dell'anno; il rallentamento è principalmente legato al debole consumo e al mercato immobiliare, mentre gli investimenti in attrezzature/attivi intellettuali stanno rivivendo.


Analisi: debole consumo - segnale che la domanda reale è contenuta (bassa dinamica dei salari in termini reali, svendite dei risparmi). Debolezza nel settore immobiliare - prevista con tassi elevati e problemi di accessibilità. L'aumento degli investimenti aziendali compensa parzialmente, ma l'effetto sull'occupazione e sull'attività generale arriva con un ritardo.

Fattori: tassi di interesse (mutui), bilancio dei consumatori, CAPEX aziendale, geopolitica.

Breve conclusione: l'economia si sta raffreddando, ma non sta crollando; la combinazione offre alla Fed spazio per un allentamento cauto, se i dati sul lavoro continueranno a peggiorare.

5) Politica e incertezza: tariffe, immigrazione, fiscale - tutto insieme aumenta il rischio

Tesi: Powell sottolinea direttamente che i cambiamenti nella politica commerciale e migratoria, così come le misure fiscali/regolatorie, aumentano l'incertezza per le imprese e le famiglie.

Analisi: per le imprese, l'incertezza significa ritardi negli investimenti e nelle assunzioni; per le catene di approvvigionamento, ridistribuzione delle fonti di approvvigionamento; per i prezzi, possibile volatilità. L'incertezza politica aumenta anche il premio per il rischio e può trattenere gli investimenti a lungo termine.

Breve conclusione: più a lungo si mantiene la politica dell' 'incertezza', maggiore è la possibilità che la crescita rallenti più profondamente e più a lungo - e allora la Fed sposterà la politica verso la morbidezza.

Impatto sui mercati - azioni, obbligazioni, dollaro e cripto

  • Azioni: rotazione cauta - i mercati accolgono la prospettiva di un allentamento morbido, ma alte aspettative di abbassamenti dei tassi sono già incorporate; qualsiasi conferma della debolezza della domanda rafforzerà gli attivi rischiosi, e una crescita inattesa dell'inflazione darà motivo a vendite. Si è osservata una reazione mista al discorso - lievi cali degli indici e un moderato abbassamento dei rendimenti.

  • Obbligazioni: i rendimenti sono calati/oscillati - il mercato 'prezza' la probabilità di ulteriori abbassamenti. Seguite la curva dei rendimenti: il suo accorciamento segnala un aumento delle aspettative di un atterraggio morbido.

  • Dollaro: nel breve termine - sensibile al rischio e alle aspettative riguardo ulteriori abbassamenti dei tassi; un dollaro più debole di solito sostiene gli attivi rischiosi, comprese le criptovalute. (La reazione della valuta è stata moderata dopo le parole di Powell.)

  • Criptovalute (bitcoin e altcoin): l'abbassamento dei tassi storicamente crea un ambiente favorevole per il rischio e la crescita dei prezzi delle criptovalute, ma qui è importante: le tariffe e gli shock inflazionistici aumentano la volatilità e possono esercitare pressione sull'appetito per il rischio a breve termine. Secondo i dati della comunità e il trading osservato - i trader guardano attentamente ai discorsi di Powell e al PCE; la volatilità in BTC è evidente.

In conclusione: un'era di tassi morbidi è possibile, ma non è gratuita - la protezione del portafoglio e la disciplina nella gestione del rischio rimangono fondamentali: impostate stop loss, fissate i profitti su posizioni singole e non dimenticate che le sorprese inflazionistiche possono riportare la volatilità in qualsiasi momento.

Segnali pratici - cosa osservare ora (checklist)

  1. Dati sull'occupazione (Payrolls, richieste iniziali) - se la debolezza verrà confermata, la probabilità di ulteriori abbassamenti dei tassi aumenterà. (Ancora una volta: Powell ha sottolineato proprio questo.)

  2. Il prossimo rapporto PCE / CPI - un indicatore chiave dell'inflazione su cui la Fed si orienta; aumento del core PCE oltre le aspettative - rischio di inversione. (BEA / BLS seguite le date di rilascio.)

  3. Sviluppo della politica tariffaria e notizie sulle catene di approvvigionamento - dazi elevati o l'espansione delle tariffe aumenteranno il rischio di inflazione più persistente.

  4. Dinamiche salariali (crescita dei salari) e aspettative di inflazione - segnale di possibili effetti secondari sull'inflazione.

  5. Spread creditizi e piani di CAPEX aziendali - indicatori precoci di deterioramento dell'attività economica.

Powell ha fatto un passo cauto: il tasso è stato abbassato di 25 punti base, ma la Fed mantiene una 'dipendenza dai dati' e guarda nervosamente alle tariffe e al mercato del lavoro. Non è una conclusione 'ora rinfresco tutto' - è un tentativo di bilanciamento sottile tra i crescenti rischi inflazionistici provenienti dalle tariffe e il deterioramento dell'occupazione. I 'soldi facili' aiutano, ma le sorprese inflazionistiche colpiscono duramente.