Mercoledì, i tre principali indici azionari sono calati mentre gli investitori hanno valutato i più recenti report sugli utili delle grandi banche e i dati economici, rimanendo però cauti di fronte a possibili reazioni alla situazione instabile in Iran.
L'indice tecnologico Nasdaq Composite è calato di circa il 1,4%, e l'indice S&P 500 ha perso quasi l'1%. Nel frattempo, l'indice Dow Jones Industrial Average è calato di circa lo 0,6%, seguendo il ribasso di martedì nei titoli finanziari che avevano trascinato gli indici di Wall Street lontano dai massimi storici.
I titoli tecnologici hanno guidato il calo, con i titoli di grandi capitalizzazioni che sono calati in modo generalizzato. Nonostante l'approvazione ufficiale degli Stati Uniti sulle esportazioni di chip di Nvidia verso la Cina, il prezzo delle azioni della società è comunque calato a causa di notizie di possibili restrizioni. Tesla e Broadcom hanno anche registrato cali significativi nei loro prezzi azionari.
Nel frattempo, le preoccupazioni riguardo a un'azione degli Stati Uniti contro l'Iran si sono intensificate, poiché il presidente Trump ha aumentato le minacce militari contro il paese in risposta al violento crackdown iraniano sui protestanti civili. L'Iran ha avvertito di una possibile rappresaglia in caso di attacco, e gli Stati Uniti hanno ritirato alcune persone dai basi militari della regione, causando un aumento dei prezzi del petrolio fino a un massimo di due mesi.
In questo contesto, Bank of America e Wells Fargo hanno rilasciato i loro report sugli utili trimestrali, entrambi mostrando un significativo aumento dei profitti trainato dalle attività di trading. Tuttavia, i loro prezzi azionari sono calati, trascinando giù anche le azioni di Citigroup, aggravando il clima di ottimismo iniziale della stagione degli utili, già indebolito dai risultati deludenti di JPMorgan Chase.
Sul fronte macroeconomico, gli investitori hanno analizzato attentamente i dati deboli sull'inflazione al dettaglio, che, combinati con i dati moderati sull'inflazione al consumo rilasciati martedì, hanno ulteriormente consolidato le aspettative di mercato che la Federal Reserve manterrà invariati i tassi di interesse a gennaio. Nel frattempo, i dati sulle vendite al dettaglio di novembre, ritardati a causa dei lockdown legati alla pandemia, hanno mostrato un aumento superiore alle aspettative.
